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COMUNICATO STAMPA BOLOGNA 23 DICEMBRE 2004 CAMPAGNA NAZIONALE RICONOSCIMENTO MCS Riconoscere la MCS come negli Stati Uniti, Canada e Germania. Anche Don Oreste Benzi, come Don Luigi Ciotti del Gruppo Abele, si unisce alla Campagna per il Riconoscimento della Sensibilità Chimica Multipla (MCS – Multiple Chemical Sensivity). Tra le altre adesioni, la Provincia di Forlì-Cesena, […]

COMUNICATO STAMPA BOLOGNA 23 DICEMBRE 2004
CAMPAGNA NAZIONALE RICONOSCIMENTO MCS

Riconoscere la MCS come negli Stati Uniti, Canada e Germania. Anche Don Oreste Benzi, come Don Luigi Ciotti del Gruppo Abele, si unisce alla Campagna per il Riconoscimento della Sensibilità Chimica Multipla (MCS – Multiple Chemical Sensivity). Tra le altre adesioni, la Provincia di Forlì-Cesena, Comuni, sindacati, associazioni. Sezioni Regionali, provinciali e locali della Croce Rossa Italiana.

BOLOGNA – Don Oreste Benzi dell’Ass. Papa Giovanni XXIII intervenendo nel corso della CONFERENZA STAMPA organizzata dal Coordinamento della Campagna Riconoscimento della MCS (www.riconoscimentomcs.135.it) afferma che “ci impegneremo al fianco di questi malati poiché essi vengono abbandonati a se stessi”. Presente anche il Dott. Celidonio Cipolla, allergo-immunologo del Policlinico bolognese S. Orsola-Malpighi e una malata di Brescello (RE). Rocco Panzavolta, Coordinatore della Campagna e malato di MCS da otto mesi, residente a Cesenatico (FC) ha esordito ricordando la ricerca (2003) della Federazione dei Medici per l’Ambiente commissionata dall’Autorità Federale per la Protezione dell’Ambiente tedesca: “La gravità di questa malattia viene superata solo da poche patologie conosciute”.

La MCS è una sindrome multisistemica fisico-organica di intolleranza ambientale totale alle sostanze chimiche che colpisce apparati ed organi del corpo umano: respiratorio, neurologico, cardiocircolatorio, digerente, renale, muscolare, osteoarticolare e ormonale. I sintomi compaiono acutamente quando il malato entra in contatto accidentale o per motivi professionali con sostanze chimiche, anche in minime dosi, normalmente tollerate dalla maggior parte della popolazione e di uso quotidiano: insetticidi, disinfettanti, detersivi, profumi, deodoranti, vernici, solventi, colle, carta stampata, inchiostri, fumi di combustione, prodotti plastici ma anche farmaci e anestetici.

Parlando per i malati che non hanno voce, Panzavolta ha sottolineato che “a causa delle ‘barriere chimiche’ (uffici pubblici, ospedali, etc) oltre 4.000 cittadini italiani sono costretti alla ‘morte sociale’. Per la mancanza d’informazione sanitaria le persone affette da MCS scoprono l’esistenza della malattia casualmente solo dopo anni di cure inadatte e quando la condizione è divenuta grave ed irreversibile. Le persone affette da MCS non possono rivolgersi ad alcuna struttura sanitaria e nemmeno al Pronto Soccorso, per la mancanza di ambienti, attrezzature sanitarie adeguate e di informazione del personale medico. I malati di MCS gravissimi, hanno persino difficoltà ad ottenere il diritto all’invalidità perché la malattia non è riconosciuta dal Ministero della Salute. In Italia esistono solo centri diagnosi e non di cura, disintossicazione e chirurgia, in quanto nessuna struttura sanitaria è dotata di unità ambientali (ECU) e sale operatorie per malati di MCS”. Rocco Panzavolta ed Elisa Denti, quest’ultima familiare di una malata di Fidenza (PR), hanno denunciato un altro aspetto gravissimo della vicenda, ovvero che le AUSL vengono meno al dovere di assicurare l’assistenza sanitaria di base (quindi non dipendente dal Riconoscimento, “diritto alla salute’ art.32 della Costituzione e “protezione dei soggetti a rischio’ Linee Guida Indoor 2001), adducendo giustificazioni circa il mancato riconoscimento della MCS e di conseguenza non applicando i protocolli internazionali. Tuttavia due ospedali italiani, Borgo Valsugana (TN) e l’AUSL 9 di Trapani, hanno adottato tali protocolli di trattamento per i malati di Sensibilità Chimica Multipla. Il Presidente della C.R.I. di Cesena, Dott. Vladimiro Giovannini, ha comunicato l’attivazione, prima volta in Italia, dell’assistenza domiciliare ai malati di MCS, aderendo anche alla Campagna di Riconoscimento, come la sezione della Regione Sicilia e di Paderno Dugnano (MI).

Il Dott. Celidonio Cipolla, uno dei medici italiani che effettuano diagnosi di Sensibilità Chimica Multipla presso l’ambulatorio di allergo-tossicologia del S.Orsola Malpighi di Bologna, ha dichiarato che “se seguiamo la via dei congressi non troviamo la definizione della malattia’. “Quando viene diagnosticata una malattia di altro tipo significa che non si conosce la MCS ed il paziente’. “E’ una nuova malattia (studiata negli USA dagli anni “50, ndr) e così come è accaduto all’inizio con l’AIDS se noi vogliamo confrontarci con i testi classici non ci riusciamo”. “Sulla terapia dell’infiammazione cronica ci sono delle pubblicazioni a livello immunologico e dell’attivazione del sistema limbico. Nei soggetti MCS parte un sistema di allarme che negli USA è stato individuato attraverso esami radiologici chiamati SPECT, in base al quale hanno riscontrato una attivazione del sistema neurologico. Dall’anamnesi del paziente risulterà che in un certo periodo della sua vita ha avuto un contatto massiccio con sostanze chimiche, perciò la vicinanza anche a basse dosi di agenti chimici diventa patologica e scatena delle gravi reazioni fisiologiche, ad esempio edema della glottide”. Il Dott. Cipolla concludendo ha ricordato che “il malato di MCS necessita di cure e di aiuto socio-sanitario perché da solo non ce la può fare. La sindrome MCS non è una malattia allergica, psicosomatica, non è una intolleranza alimentare”.

Dall’istantanea perdita di tolleranza agli agenti chimici il corpo non ha più difese, così gravissime malattie giungono a danneggiare irreversibilmente i tessuti e gli organi in pochi anni (terzo ed ultimo stadio): vasculite cronica, lupus eritematoso (LES), forme degenerative reumatiche, sclerosi multipla, porfiria, Morbo di Alzheimer, etc. Dalla manifestazione di MCS (stadio 1 poi 2) i sintomi si cronicizzano e la sindrome può provocare emorragie, collassi, ictus o infarti. L’infiammazione cronica porta a sviluppare con alta incidenza forme tumorali e leucemiche, per le alterazioni al sistema immunitario (la malattia è chiamata anche “AIDS Chimica”).

Da molto tempo, ma in particolare da due anni, i malati colpiti da Sensibilità Chimica Multipla (MCS) ed i loro famigliari hanno intrapreso una lotta serrata, prima con le associazioni dei malati, poi con la Campagna di Riconoscimento, affinché l’Italia riconosca formalmente questa malattia che viene diagnostica dal 1994 in ospedali pubblici (Bologna, Brescia, Milano, Roma, Firenze). La MCS è definita quale malattia ambientale da prevenire nelle “Linee Guida per la tutela e la promozione della salute negli ambienti confinati”, nell’accordo del Ministero della Salute e le Regioni (Conferenza Stato-Regioni) del 27 settembre 2001. L’insegnamento universitario della MCS è realtà da oltre dieci anni nei corsi di Immunologia e di Chimica Industriale. “Sono 4.000 le persone affette da Sensibilità Chimica Multipla” secondo la dottoressa Maria Grazia Di Loreto, medico oncologo, esperta di ecologia clinica e di intolleranze alimentari, membro del Dipartimento Salute dell’Associazione Dossetti, al recente convegno sulle malattie rare alla Camera dei Deputati svoltosi a Roma il 3 dicembre. «L’MCS dilaga perché l’inquinamento chimico cresce».

Una storia di MCS, tra le tante. C.M., 44 anni, di Bologna. Una giovane donna costretta ad abbandonare il lavoro, perché stava male senza che i medici capissero quale fosse la causa dei suoi disturbi. Ha problemi di vasculite cronica in tutto il corpo, patologie gravi alla vista, al fegato, ai reni. Maturando diverse intolleranze alimentari è diminuita di circa 20 Kg in poco tempo. Casualmente, tre anni fa leggendo un giornale, si è riconosciuta ed ha scoperto l’esistenza della Sensibilità Chimica Multipla. Oggi C.M. si nutre solo di pane senza sale fatto in casa e tacchino. Non è stato dato corso a nessuna assistenza socio-sanitaria nonostante le sue lettere di richiesta indirizzate alle Istituzioni competenti (Comune, etc.). La Commissione sanitaria dell’AUSL le ha riconosciuto un’invalidità del 60%, quindi nessun contributo economico di sostegno Le viene erogato.

Oggi i malati, con l’appoggio delle amministrazioni locali, di parlamentari di tutti gli schieramenti, chiedono che lo Stato Italiano riconosca la loro esistenza introducendo la Sensibilità Chimica Multipla nel Registro delle Malattie Rare con la relativa esenzione dai tickets diagnostico-terapeutici correlati. Dal Coordinamento della Campagna si richiede che le Regioni introducano la MCS fra le malattie invalidanti definendo sostegni economici ai pazienti che necessitano di particolari prodotti e ausili terapeutici. Allo stesso tempo, autonomamamente, gli Assessorati alla Sanità Regionali, forniscano immediata informazione a tutta la classe medica, al fine di riconoscere i sintomi favorendo diagnosi precoci operando la fondamentale prevenzione. Vengano adottati con urgenza i protocolli di ospedalizzazione internazionali (Mercy Hospital New York e altri), almeno in un ospedale per provincia. Venga realizzato un centro residenziale terapeutico regionale, o interregionale, dove il malato possa soggiornare per brevi periodi per disintossicarsi. Gli Enti Locali e le AUSL applichino le “Linee Guida per la tutela e la promozione della salute negli ambienti confinati’. Infine che venga garantito ai malati di MCS la tutela del lavoro attraverso forme alternative e progetti speciali compreso il telelavoro. Nelle Regioni e negli Enti Locali sono in corso di approvazione mozioni di sostegno al Riconoscimento MCS, dopo la Regione Lazio, la Provincia di Forlì Cesena, tra gli ultimi Comuni: Buseto Palizzolo e Santa Ninfa (TP), Paderno Dugnano (MI), Castel Bolognese. Il 23 novembre è stata presentato il sesto intervento parlamentare per il Riconoscimento dal Sen. Lucio Zappacosta
(AN) con una interrogazione. I precedenti erano stati dagli Onorevoli: Augusto Battaglia (DS), Massimo Grillo (UDC), Cesare Campa (FI), Angelo Santori (FI), Mario Lettieri (Margherita). Altri parlamentari attivi sull’emergenza
MCS: On. Catanoso e Conti (AN); On. Sasso, On. Labate, e On. Albonetti (DS); On. Paniz (FI), Sen. Carella e Turroni, On. Boato (Verdi); Senatrice Baiodossi (Margherita), Sen. Laura Bianconi (FI).

Rocco Panzavolta
Coordinatore Campagna Nazionale Riconoscimento
Sindrome Sensibilità Chimica Multipla MCS
347 9716706
0547 80823
[email protected]
www.riconoscimentomcs.135.it

Inserito da: Marcello Paolocci ([email protected])


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